Cartesiana 2000. Descartes e l’eredità cartesiana nel pensiero filosofico e scientifico europeo (secoli XVII e XVIII)

Cagliari, 30 novembre-2 dicembre 2000

Gli Atti raccolgono il lavoro della ricerca di rilevante interesse nazionale Descartes e l’eredità cartesiana nel pensiero filosofico europeo (secoli XVII e XVIII) e si propongono di contribuire disegnare il quadro della ricezione di Descartes e dei cartesiani nella Repubblica delle Lettere sei-settecentesca. Gli studi raccolti partono dal tentativo di mettere a fuoco alcuni momenti salienti del pensiero di Descartes: E. Scribano mostra che, se la definizione della falsità materiale delle idee cambia tra la Terza Meditazione e le Risposte ad Arnauld, ciò avviene per attribuire l’errore esclusivamente al giudizio, limitando al massimo i casi di inganni derivanti dalla natura stessa dell’uomo. Altri lavori prendono in esame momenti della diffusione della filosofia cartesiana in Francia, Inghilterra, Germania e Olanda. Particolare attenzione è data al contesto italiano: M. T. Marcialis analizza finemente il rapporto tra meccanicismo e finalismo nel De motu Animalium di G. A. Borelli, mentre M. Torrini traccia un bilancio storiografico sui ‘cartesiani italiani’, da cui emerge che solo negli ultimi decenni essi hanno acquistato una fisionomia autonoma, emancipandosi dal destino di essere precursori di Vico.

 

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